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COMUNE DI PESARO

 

PROVINCIA DI PESARO

 

ISTITUTO NAZIONALE D'ARTE

CONTEMPORANEA

 

COMUNE DI ROMA

 

 

 

 

 

ABC - DEF - GHIJ - KLMN - OPQ - RST - UVWXYZ

 


 

 

PAUL BONNIE KENT

 

Bassotto

BASSOTTO

Carboncino su cartoncino

Nudo femminile in posizione fetale

NUDO FEMMINILE IN POSIZIONE FETALE

Olio su tela

Bassotto

BASSOTTO

China su cartoncino

 

NOTE E BIOGRAFIA

Forme sintetiche, articolate in originali insiemi, emergono nell'ordito geometrico che Bonnie-Kent elabora nelle sue opere,fondendo razionalità  e simbologia, visione fisica e percezione ideale in un'interpretazione della realtà oltre la sua dimensione fenomenica. Pittura di contenuto che amplifica la concettualizazzione in una animata dialettica grafica, rendendo  espressive le immagini soprattutto con le vibrazioni del tessuto coloristico. 

 

 


 

 

LUIGI LAUGELLI

 

Fuoco

FUOCO

Olio su tela

Paesaggio

PAESAGGIO

Olio su tela

Pagliaccio

PAGLIACCIO

Olio su tela

 

NOTE E BIOGRAFIA

Il percorso della sua attività espressiva inizia in “sordina” attorno al ’20 e si protrae fino a circa il ’40 evidenziando una “poetica “ decisamente romantica da attribuire soprattutto alla sua frequentazione del Seminario, prima, e del Conservatorio, dopo; e che si esplica in opere caratterizzate da soggetti che “raccontano” di luminose vedute ricche di movimento e luminescenti virtuosismi pittorici, turchesi, rossi, ori, bianchi ora squillanti, ora evanescenti, che si rincorrono in ardite prospettive, per lo più ritraenti magici luoghi parigini. Vedasi la “Piccola Parigi”; o anche “Boulevard Saint Diè”… Ma nuove esperienze e nuovi eventi… dal ’40 al ’70 circa, modificano le sue esigenze espressive. Lo studio di pittore; le bellissime modelle; nuove sensazioni… nuovi sentimenti, intensamente espressi negli innumerevoli ritratti come “figura vamp”, ritratto di donna essenziale. Occhi, bocca, naso e guance emergenti prepotentemente dal nulla di un astrale, provocante sorriso tra efficaci pennellate di colore e eloquenti chiaroscuri e ancora volti e figure ostentatamente sensuali, non prive, però di una sorta di fatale bellezza interiore. Una congrua serie di ritratti dedicati a Piera, sua futura moglie, “musa ispiratrice”, “luna” per mille madrigali…Da evidenziare la sua particolare capacità e sensibilità nell’uso della pittura ad olio e dei pastelli che si esplica ora in rocambolesche abilità, ora in tenerissimi afflati cromatico-chiaroscurali: il meglio della sua produzione. Dal ’70 al 2000 il matrimonio. La nascita della splendida figlia. Una nuova fase esistenziale. Nuovi impeti. Ma come di consueto, in agguato, il dramma… l’incomunicabilità, l’odio, ora la sua produzione è caratterizzata da dense composizioni. Figure dall’aspetto diabolico dentro atmosfere lugubri; un cromatismo affidato soprattutto ai neri e ai forti contrasti: “Velo”, “Susanna”, “Crocifisso”, “Mostri dell’anima” … immagini tormentate che si contorcono, che ora emergono, ora disfano nel vuoto dei fondi opachi tra squilli di colore e veemenze di surreali forme., e che dire del crocifisso che si liquefa in mille macchie di colore?. Altri titoli?... “mostri agitati”, “Mostri dinamici” , “Mostri del cimitero”… Alle soglie del 2000, la separazione dalla moglie e… il “coma psichico”… il risveglio… una sorta di rinascita oltre che emotiva, espressivo-descrittiva, imperniata sugli attuali sentimenti che con inusitata freschezza di pensiero dice di “riprovare”, per miracolo, nei confronti della vita e dell’amore… dell’arte… e ci riprova! Ecco realizzazioni espressive dai toni squillanti e dal dichiarato sapore onirico: poemi di un attempato-fanciullo-menestrello appena uscito dalle pagine ingiallite e odorose di tempo di una antico libro di favole.     (txt: la cognata e estimatrice Antonietta Rotella)

 


 

MARCO LAY

 

Paesaggio

PAESAGGIO

Acrilico su tela

Occaso

OCCASO

Acrilico su tela

Palustre

PALUSTRE

Acrilico su tela

 

NOTE E BIOGRAFIA

Marco Lay  è nato a Sassari nel 1957, dove vive e opera. Ha conseguito il diploma di Maturità d’Arte c/o  l’Istituto Statale d’Arte di Sassari, è laureato  all’Accademia di Belle Arti di Sassari con 110/lode/110.

ORIZZONTI:  E’ un costante viaggio nella pittura che si coglie nei lavori di Marco Lay. Il suo guardare, infatti è l’approssimarsi delle atmosfere visitate con la curiosità compositiva e descrittiva di chi ama dipingere, così il pennello ed il colore sono gli strumenti con cui gli orizzonti e le forme parlano delle loro poesie. Si attinge la luce per portare lo sguardo verso un cammino introspettivo, non si scappa dal paesaggio ma attraverso il paesaggio stesso si aprono squarci  nella e sulla nostra intimità. Attorno ad una natura sempre più circondata, Marco Lay, ci pone davanti il nostro essere solitari e soli di fronte al pensare e all’agire, dimensioni, che oggi vengono sempre più contaminate, come la natura, dal rumore e dal frastuono del “consumare”. Tornano così contemporanee, nei lavori presentati, le freschezze impressioniste, non è lontana la costa francese, ma è ben presente nel suo discorrere pittorico in Marco Lay, tutto il cromatismo della terra di Sardegna dove nuota e respira la visione pittorica dell’artista.Giorgio Cattani 

Dal quotidiano “La Nuova Sardegna” sulla mostra al Palazzo della Frumentaria “Pensieri e Racconti” di – 09/09/2005: “Marco Lay, un impressionismo velato di poesia”

Il suo modello è Cèzanne. Come il grande artista francese, che rifuggiva le convenzioni accademiche della pittura ufficiale, anche Marco Lay considera la luce e il colore i mezzi più adatti a esprimere la natura che lo circonda. Anch’egli ama i colori intensi e forti che, fedele alla lezione impressionista, applica separatamente con pennellate rapide e succose per riprodurre i riflessi baluginanti delle scene all’aria aperta. Il suo amore per il paesaggio, che egli presenta privo quasi del tutto di presenze umane, è immenso. Lo attrae quello inglese, così dolce e romantico, ma ovviamente ama le straordinarie vedute che offre la sua terra, così come lo affascinano i fenomeni della natura: il fulmine che squarcia le nubi, il fuoco che divora, la nebbia che copre ogni cosa. Un paesaggista completo e convinto, dunque, questo artista che trae ispirazione anche dalla poesia, soprattutto dalle liriche del Leopardi, che lo inducono a riflessioni profonde. Importantissimo, tuttavia, nella sua pittura resta il colore, che egli fraziona e scompone ottenendo riflessi e riverberi che danno un taglio compositivo variamente interpretabile, così che le ombre che si allungano dalle colline, i bagliori del fuoco, la luce che gioca tra gli alberi danno sensazioni diverse a seconda del punto da cui li osservi. Paesaggio, colore, emozioni: sono questi, dunque, i cardini della pittura di Marco Lay. E’ la Sardegna, con la sua natura irripetibile, è la palestra che da modo al suo pennello di scorrere veloce e con musicalità. Sensazione,  questa, che si potrà cogliere visitando la Mostra intitolata “Pensieri e Racconti” nelle sale museali del Palazzo della Frumentaria, un occasione che chi ama l’arte non può permettersi di perdere. Dott. Tonino Meloni  (Giornalista e critico d’arte)

 


 

MARINO LECCHI

 

 

NOTE E BIOGRAFIA

Una possibile espressione artistica della  M.Q. Un'ipotesi estetica della meccanica quantistica. 

L’arte e gli artisti, testimoni da sempre d’ogni fenomeno che rientri nell’esperienza umana non possono non testimoniare, con la loro sensibilità,  quanto si realizzi, venga concepito  o teorizzato nella loro contemporaneità. Spiegare un’opera d’arte prima di tentare di delineare ciò che l’ha ispirata, potrebbe rendere difficile una sua più corretta interpretazione. Non avendo mai scritto niente per spiegare i miei quadri, desidero oggi scrivere, alcune osservazioni, che rappresentano e condensano concetti, artistici ed altro, che in essi alfine si sono configurati. L’esplicazione estetica non è ancora esaustiva, tuttavia possono esserlo i contenuti che da tempo si sono delineati; corretti e ridefiniti più volte. Essi si collocano alla soglia della nostra realtà esistenziale, in quanto come tale, da noi percepita sino ai suoi limiti, oltre la quale è teorizzata, una “realtà quantistica”, tanto discussa e declamata. Ma che tuttavia fa riflettere e che sembra si voglia farla corrispondere a tante disparate supposizioni. Questi quadri vorrebbero rappresentare la visione concettuale del nostro universo, percepito sì come tale, ma che tuttavia comprende l’accettazione di “possibili” livelli multipli, confluenti gli uni negli altri, aldilà di un nostro solo percepire sensoriale o razionale. Le forme delle cose, sembrano come le vediamo, ma non rappresentative di nessuna in particolare. Oggetti che possono essere più cose, figure come tali o altro. In questi quadri c’è “l’armonia” del percepito fuso con il concepito e nessuno dei due riesce a rappresentarsi, negandosi come una realtà oramai contaminata dalla consapevolezza che quello che percepiamo di lei non sia che una minima parte:essi sono la definizione estrema di questa nostra realtà, che percepisce un universo o più universi, dove la modalità espressiva confluisce su simbolismi che ne delineano  i confini più rappresentativi. Come icone di un qualcosa non sempre ben percepito o compreso ma, sinonimo di ciò che ancora possiamo razionalmente congetturare. Premesso, che i quadri siano di forma quadrata volutamente, come base di ciò che rappresenta nella nostra cultura: la perfezione del cerchio e della sfera. Cerchio e quadrato, sfera e cubo, come limiti relativi e universali allo stesso tempo, del nostro percepire un universo. Su questo, le galassie, le stelle di ogni genere, le comete, gli ammassi stellari o galattici, le eclissi sferoidali ovaleggianti; le diverse possibilità di realtà dell’universo e dei suoi fenomeni, stanno a fare da limite di ciò che, come esseri umani biologicamente evoluti in questa realtà, siamo riusciti ad estrapolare da essa e viene sinteticamente, essenzialmente, esteticamente espressa. I quadri partono da ciò che si potrebbe soggettivamente concepire, sia l’inizio della nostra capacità percettiva che sembra essere consapevole di una realtà che non solo non si può negare, ma che il razionale stesso ha riscontrato fornendone interpretazioni tra le più svariate e complesse. Essi si estetizzano su un piano che non è solo tale, ma multiplo, in una modalità chiaramente interpretativa di un qualcosa che non riesce ancora a comprendere. La fluidità e le confluenze sono un po’ forzate, perché l’immaginazione non riesce e non vuole andare oltre in un più specifico rappresentare. Tuttavia, vi è come la certezza di un pensato non ancora percepito; d’universi e piani paralleli. Come se le cose universali o infinitesimali si potessero mettere l’una accanto all’altra, in uno schema o contesto interpretabile, o alfine ricostruibile alla nostra possibilità di interpretarlo. Subito dopo, ci accorgiamo che esso ci sfugge. Sfugge a quello che vuole anticipare e ancora non lo fa o non lo può fare, a quello che fin ora è stato e non può più essere. E’ una singolarità, estetica concettuale, quasi percepibile, di un qualcosa che non è statico, ma non è neppure in una dinamicità che vuole e "sappia " andare “oltre”. E’una specie di “paratia” che divide le due dimensioni: l’universale umano e l’universale che è fuori dall’uomo e non tende né per l’uno né per l’altro, in un dinamismo non statico che si evolve per un proprio essere o esserci. Le tonalità e le forme “non forme”, ne rappresentano pertanto la vivida valenza esistenziale, calda luminosa, riflettente e aperta agli “infiniti” che la attorniano e la compenetrano. Essi sono a questo punto l’irrapresentabile oppure ciò che rappresenterebbe il tutto senza relazionarsi con un qualcosa di verificato o verificabile. In questi quadri siamo dentro il non percepibile o percepito umano, dove pur si riesca, un dato momento, poterlo forgiare ad essere ogni qualsiasi cosa egli ”accetti” che si sia. Qui non siamo ancora nell’atto finale creativo, ma ad uno stadio dove la consapevolezza umana considera “l’aldilà” definitivo solo perché è fuori dal percepito umano, o fuori dal suo contesto esistenziale ed universale. Qui, ogni cosa è compenetrata da qualsiasi altra e dove non c’è una cosa che, sia tale di per sé, ma intersecata in modi infiniti e inavvertiti dall’uomo, con tutto ciò che lo circonda. Una dimensione atemporale e non spaziale, dove lo spazio e il tempo sono annichiliti in una “istantaneità” connettiva in tutti i suoi fenomeni, unici, singolari, consci di esserlo senza doverlo concettualizzare, percepire o comprendere. La straordinaria bellezza estetica e intrinseca di questa dimensione, dove la forma riferitasi all’immaginario umano e alle sue stratificazioni formali, non hanno la possibilità di sussistere. Qui non c’è “astrazione”, ”informale”, “concettuale”, ”espressionismo astratto”, tutt’altro. Qui non c’è tutto ciò che finora è stato espresso, ma tutto ciò che ancora non lo è stato, perlomeno alla nostra consapevolezza o volontà di capire, cercandone particolari dettagli o verosimiglianze in una realtà che finora abbiamo ritenuta totalizzante. Al punto che ad essa  l’uomo si è sempre riferito per illustrare o spiegare ciò che non si può illustrare o spiegare. Qui, la nuova estetica, del supporto quadro colori, è sintetizzata al limite dell’umana possibilità di connessione, con un percepito, seppure incompreso e sconosciuto, ma che lascia anche l’invito ad un inizio di altra percezione, pur nei limiti del quadro supporto, materia, luce, colori, forme che tali non sono e simbologie che ancora non possono essere espresse ne sintetizzate. 12.12.2007 Lecchi Marino

 


 

LIA

 

Festa

FESTA

Tecnica mista

Eclissi

ECLISSI

Tecnica mista

Fiori

FIORI

Tecnica mista

 

NOTE E BIOGRAFIA

 

Nata nel 1953, inizia a dipingere nel 1992 circa, dopo aver frequentato un corso di pittura presso il Centro Artistico Ferrarese. Dal 1998 a oggi partecipa per divertimento ad estemporanee e concorsi di pittura ottenendo diversi riconoscimenti.

 

1998: 3^ classificato – Concorso estemporaneo di pittura – Altedo (BO);

1999: Concorso internazionale di pittura estemporanea “2^ Gran premio del Navile”(BO); 14^  Rassegna d'arte contemporanea – Fratta Polesine (RO);

2000: 3^ premio figura – 51^  Manifestazione culturale C.A.F. - FE; Premio turismo e cultura Rovigo – 15^ Rassegna d'arte contemporanea – Fratta Polesine       (RO);

2001: 16^ Rassegna d'arte contemporanea- Fratta Polesine (RO); 2^ premio – IV estemporanea di pittura – Copparo (FE); 3^ premio – Concorso di pittura a tema libero“Sagra del pesce azzurro” – Ferrara;

2002: 3^ premio – IV estemporanea di pittura – Masi Torello (FE);

2003: 6^ classificato – Estemporanea di pittura – Vigarano Mainarda (FE); 2^ premio emergenti – 6^ concorso di pittura – Anguillara Veneta; 3^ premio olio – 54^  manifestazione culturale C.A.F. Ferrara; Targa provincia di Rovigo – 18^ Rassegna d'arte contemporanea – Fratta Polesine (RO);

2004: Sezione estemporanea da internet – Premio Nazionale Agazzi- Bergamo;  5^ concorso di pittura “Premio S. Marco” Buso (RO); 6^ classificato – 8^ concorso di pittura Longastrino (RA); Concorso nazionale di pittura Amici dell'arte – Pieve di Cento (BO); 19^ Rassegna d'arte – Fratta Polesine (RO); Segnalato – 4^ concorso di pittura 12^ Festa in Tassina (RO); Segnalato – 19^ Sagra del pesce azzurro Ferrara; Opera premiata – Concorso di pittura “Stanghella in cornice” – Stanghella (RO);

2005: 6^ concorso di pittura “Premio S. Marco” Buso (RO); Opera premiata – Concorso di pittura “Stanghella in cornice” - Stanghella (RO); Premio Stanghella 2005 con acquisizione dell'opera alla Pinacoteca Favaro di Stanghella (RO); Concorso di pittura “Bordeghina in cornice 2005” Rovigo; 4^ concorso di pittura “Giordano Ferrari” Ferrara;

2006: 2^ Estemporanea di pittura “Delizia del Verginese” Portomaggiore (FE); Concorso di pittura “Bordeghina in cornice 2006”; Concorso nazionale “Variabile” Ferrara; XVI concorso nazionale di pittura 4^ biennale 2006 Osio Sotto Bergamo; Estemporanea di pittura – Copparo (FE); 1^ classificato – Premio di pittura “Pico della Mirandola” Mirandola (MN); 1^ Concorso “Galleria Rivellino 2006” Ferrara; Concorso  di pittura “Bordeghina in cornice 2007”;

2007: 3^ classificato – Premio arte “10^ fiera aglio di Voghiera” Voghiera (FE).

 


 

EMANUELA LIGAL

 

Autorigenerazione

AUTORIGENERAZIONE

Acrilico su tela

Artista on line

ARTISTA ON LINE

Acrilico su tela

Critico d'arte

CRITICO D'ARTE

Acrilico su tela

 

NOTE E BIOGRAFIA

Nasce e lavora a Padova ma ha soggiornato in Toscana, a Londra e, fondamentale per la sua crescita artistica e personale, è stata l’esperienza durata un anno presso il monastero orientale buddista Tosho-ji a Tokio, dove ha conosciuto la filosofia Zen. Nel 2000 ha anche tenuto un’importante mostra personale a New York. Emanuela Ligal ha sempre vissuto in modo profondo e tale intensità si riflette con forza e luminosità anche nei suoi quadri dove lo slancio creativo nasce dal nucleo di tutte le sue passate esperienze. L’artista realizza dei lavori ad acrilico in cui il volto umano diventato maschera ne è soggetto. Questi volti sono composti da frammenti di colori  brillanti, dai toni ironici e gioiosi. Mette in scena come in realtà ognuno di noi appaia sempre in modo diverso da ciò che è veramente, anche negli ambienti più quotidiani della nostra vita. Ligal indaga, partendo dall’attenta osservazione ed analisi della condizione dell’uomo nella società moderna, l’eterno ed umano dualismo tra maschera e volto, verità e finzione, attualità e virtualità, sogno e realtà. Il risultato è la presa di coscienza di come l’uomo sia costretto ad assumere un abito che soffoca il suo vero essere. L’autrice, avvalendosi di queste figure, intende scoprire l’autentica identità che si nasconde dietro le apparenze umane e metterle a nudo nella loro patetica ridicolaggine ma anche in tutta la loro debolezza umana. I colori, spesso dalle tinte contrastanti ed accese, sono stesi tramite campiture piatte e creano delle figure che rimangono a metà fra un volto umano ed una sua astrazione, tra fantasia e realtà. Il voto umano tende gradualmente a perdere i connotati realistici per trasformarsi e fondersi in una dimensione fantastica. Dall’osservazione dei dipinti di Emanuela Ligal nasce un’associazione piuttosto immediata con uno dei grandi maestri della letteratura, Luigi Pirandello. Anche se attraverso un’indagine più gioiosa rispetto allo scrittore italiano, la Ligal compie un lucido impietoso smascheramento della relatività della condizione umana ricca di apparenze e sdoppiamenti di personalità, portandoci in un mondo misterioso ed alchemico di sentimenti, un universo attraente che spinge l’autrice italiana a scandagliare molti volti e sfaccettature.    Paola Trevisan

 


 

GUALTIERO LO CURTO

 

Confini a nord ovest

CONFINI A NORD OVEST

acrilici e oro su mdf

Argonauti

ARGONAUTI

Acrilico e olio su tela

Percorso verticale azzurro

PERCORSO VERTICALE AZZURRO

Acrilico su tela

 

NOTE E BIOGRAFIA 

E' nato a Parma nel 1941. Risiede a Gela (CL), Corso Vittorio Emanuele 307. Ha partecipato a numerosi premi nazionali ed internazionali tra cui:

1985 Premio Spazio Arte, Pisa.

1987 Premio Nicolas Poussin, Milano.

1992 lmaginaria 92, Milano.

1991 Biennale Internazionale d'Arte, Malta.

1996 Premio Flash Art Museum, Trevi.

1997 Premio Flash Art Museum, Trevi.

2000 Festival Mondiale dell'arte su carta Kranj - Slovenia

2004 3° Biennale Internazionale d'Arte Grafica; Museo di Sant Carles De la Ràpita - Spagna; Museo Michetti - Francavilla al Mare

2005 - Triennale D'Arte Contemporanea-" Le Ciminiere"-Catania

2006 - 4°Biennale Internazionale d'Arte Grafica - Museo di Sant Carles de la Ràpita - Spagna e Museo Michetti di Francavilla al Mare - Italia.


Tra le principali mostre personali

1986 Galleria La Pantera, Pisa

1987 Galleria Sever Milano.

1988 Ezio Pagano Artecontemporanea, Bagheria

1994 MIART, Milano.

1995 MIART, Milano.

1997 Torre del Castello Normanno, Cammarata; L'Età dell'Oro-Trasmutazioni, a cura di Domenico Amoroso, Chiesa del Crocifisso, Caltagirone.

1998 Casa delle fanciulle "Regina Margherita" - Gela

2001 Galleria L'Ariete - Bologna - "L'età dell'oro

2002 St'Art - Fiera d'Arte contemporanea - Strasburgo

2003 St'Art - Fiera d'Arte contemporanea - Strasburgo

2006- Apantè - Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea-Giardini Naxos - Taormina (ME)


Il suo nome figura, tra le altre, nelle seguenti pubblicazioni:

1988 Art Diary italia

1989 Art Diary lnternational.

1997 Guida Artenova - 1997 TOP ARTS - 1997 Carte d'Arte internazionale.

1998 Demetra.

 


 

FRANCO LONGO

 

Apollo e Daphne

APOLLO E DAPHNE

Acrilico su tela

The back of the space

THE BACK OF THE SPACE

Tecnica mista

Infrarosso

INFRAROSSO

Encaustic su legno

 

NOTE E BIOGRAFIA

Franco Longo nasce a Salerno il 18 dicembre del 1945, consegue il diploma di laurea presso  l'Accademia di Belle Arti di Napoli ed è docente di Discipline Pittoriche e percezione visiva presso il Liceo Artistico di Salerno. Nel 1965 allestisce una mostra personale presso la Galleria La Seggiola di Salerno.Nel 1969 allestisce una mostra personale alla Galleria Einaudi 691. Nel 1973 partecipa alla II Rassegna Incontri Internazionali d'Arte, presso l'Azienda di Soggiorno e Turismo di Salerno.  Realizza il disco Tempo Imparziale, LP 33, con testo critico di Filiberto Menna. Nel 1975 é invitato alla X Quadriennale d'Arte, La Nuova Generazione, Palazzo delle Esposizioni, Roma, nell’ambito della quale, attraverso materiali multimediali, enuncia la citazione HIC ET NUNC, e definisce l’attraversamento spazio/tempo mediante una proiezione continua. Installazione di una mostra personale presso la Galleria Taide di Mercato San Severino, Salerno. Partecipa a Full Time a Reggio Calabria. Partecipa alla Rassegna Napoli Situazione 75, introduzione al catalogo di G. Pedicini; cfr. Enrico Crispolti, Arti visive e partecipazione sociale, Bari, De Donato, 1980. Nel 1976, in occasione del XIX Festival del Cinema di Salerno, realizza a Cava de’ Tirreni l'happening Non c'è più firmamento, da cui viene tratto il film La stella di vetro. Nel 1977 allestisce al Lavatoio Contumaciale di Tomaso Binga, in Roma, un environnement  Sublimazione, il Tempo dell' irreversibile. Continuando il suo lavoro sull’ uso del video, dà vita ad una nuova serie di Video-tapes, tra cui Spazio Fluido, presentati in occasione della mostra personale alla Galleria La Seggiola di Salerno. Partecipa all’ Arte Fiera di Bologna, con la Galleria La Seggiola di Salerno, nel 1978. Nel 1979 personale alla Galleria Taide, Salerno, video installazione. Arte Fiera di Bologna, Installazione in piazza della Costituzione di un telone di cm 1500x200 recante la scritta WHAT YOU ARE THINKING IN THIS MOMENT IS ART. Nel 1981 è segnalato da Filiberto Menna nel Catalogo Bolaffi Arte Grafica n.11. Partecipa all'Expo Arte di Bari con la Galleria Taide di Salerno. Nel 1982 partecipa alla Rassegna Spazio Video, presso l’EPT di Salerno. Allestisce la mostra personale presso lo Studio Trisorio di Napoli, Sogno d’amore sull’ipotenusa, con testo critico di Antonio d’Avossa. Partecipa a Differenza Video, Rassegna Internazionale di video d'artista, presso lo Studio Trisorio di Napoli. Nel 1983 è presente alla Rassegna Spazio Video II, Palazzo S.Massimo, Salerno. In settembre partecipa all’Annual Living Room Video Festspiel ‘83, Salling, Danimarca. In ottobre partecipa a Video C.D.83, Cankarjev Dom, Ljubliana, Yugoslavia. Nel 1984 allestisce al Castello Arechi di Salerno, la mostra personale Amor Sacro, amor profano,  testo critico di Rino Mele. Partecipa alla Rassegna L'Immaginario Tecnologico, Museo del Sannio, Benevento. E’ a cura di Rino Mele il testo sulle opere video: Franco Longo La pittura trasferita, Studio Trisorio, Napoli. Nel 1985 partecipa ad Art Media, Rassegna di Estetica del Video, a cura di Mario Costa, Università agli studi di Salerno. Nel 1986 è invitato alla Rassegna U-Tape, Palazzo dei Diamanti, Ferrara. Nel 1989 allestisce nell’ Auditorium S.Giovanni di Dio di Salerno, una mostra personale con la pubblicazione del volume, Vizio e malinconia della pittura di Michele Bonuomo, Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano. Nel 1990  MASP, Galleria La Seggiola 1965, Sào Paulo, Brasile. E’ del 1992 Artifex , mostra personale presso l’Auditorium S.Giovanni di Dio, Salerno. Libro dei Versi e delle Figure, 1992, Avagliano Editore, Cava de’ Tirreni. E’ del 1993 Solfuro di mercurio, mostra personale presso il Tempio di Pomona, Palazzo Arcivescovile, Salerno. Nel 1994 è invitato presso il Musée Municipal de Saint-Paul, dove allestisce una mostra personale con presentazione in catalogo di un testo poetico di André Verdet:  Prestiges d’une peinture. Rino Mele, Via della stella, disegni di Franco Longo, Avagliano Editore, 1994. Nel 1996 allestisce una mostra personale presso il Lazzaretto, ex Ospedale S. Maria della Pace, Napoli, col patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli. Catalogo-monografia a cura di Rino Mele e Massimo Oldoni. 1996 cfr.Terzoocchio trimestrale d’arte contemporanea Bologna n.81, testo  Paola Guerrini. 1997 Nell’ambito della XIII settimana per i Beni Culturali, Soprintendenza Archeologica di Salerno, nella Villa Romana di Sava di Baronissi, Salerno, mostra La discesa agli inferi, di Franco Longo e Pietro Lista. Nel 1999 allestisce a Villa Carrara, Salerno, La cripta e il cielo, mostra patrocinata dal Comune di Salerno, Catalogo Ripostes con versi e testo critico di Rino Mele. 2000 Arte sulla Passione, Convento San Francesco Giffoni Valle Piana (SA) -  Con…fronti CerAmici, Chiesa S.Apollonia, Salerno. 2001 XI Scientific week "MUSIS" University La Sapienza Rome, Lavatoio Contumaciale Roma. Nel gennaio 2002 allestisce la mostra personale  Corpus, presso lo STUDIO 34, Salerno, catalogo con testi di Rino Mele. Pubblicazioni settimanali di disegni,  in collaborazione con il quotidiano Roma il Salernitano.  In agosto-settembre partecipa alla rassegna Furore dolce dell’arte, con testo di Rino Mele, Costa d’Amalfi. - Percorsi creativi STUDIO 34, Salerno. 2003 A cura dell’Università degli Studi di Salerno, mostra alla Galleria Il Catalogo di Salerno Apparizione della nave. - Partecipazione alla rassegna Immagini & Scene, a cura dell’associazione Compagnia Scenidea, presso la Chiesa di S.Apollonia, Salerno. Nell’ambito del Civita Festival 2004 presenta a Civita Castellana  la video installazione Labyrinthus a cura della cattedra di Estetica dell’Università di Salerno. Hypegallery Milano, HISS-PUNCH-OUT dicembre  2005, white noise  Hypegallery     MilanoHypegallery Berlino, Hypersensivity, settembre 2006. Aprile 2007 Mostra personale, Malinconia della musa – Compagnia delle indie Salerno; Maggio 2007 collettiva – Eterno femminino – Hotel Convento S.Michele Salerno; Agosto 2007 Scuderie del Castello di Castellabate SA; Il Castello Sospeso Metamorfosi di terre e fuoco; Dicembre 2007 scatticeramici; Dicembre 2007 MUSE spazio dinamico, luogo di produzione culturale; Antico Convento dello Spirito Santo, Pellezzano (SA).

 


 

MAX LUINI

 

Percorsi nello spazio

PERCORSI NELLO SPAZIO

Olio su tela

Autunno

AUTUNNO

Olio su tela

Abissi n°2

ABISSI N°2

Olio su tela

 

NOTE E BIOGRAFIA

 


 

 

FRANCO MARGARI

 

Risveglio notturno

RISVEGLIO NOTTURNO

Tecnico mista

Un tramonto dentro

UN TRAMONTO DENTRO

Tecnica mista

L'estremo niente

L'ESTREMO NIENTE

Tecnica mista

 

NOTE E BIOGRAFIA

 

Franco Margari vive e lavora a Firenze, attivo da 30 anni , è passato alla pittura da 15 dopo un’esperienza grafica approfondita in particolare nelle tecniche incisorie, è stato presente in diverse fiere in Italia e all’estero, e in numerose mostre personali e collettive. Partito da una figurazione paesaggistica di dense atmosfere, con gli anni è approdato a una sintesi di astrattismo evocativo di forte ricerca materica, coloristica e di luminosità simboliche. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private. 

COLLEZIONI PUBBLICHE: Comune di Certaldo (fi) - Comune di Longiano (rm) - Comune di Cecina sul Garda - Istituto SS Annunziata di Poggio Imperiale (fi) - Museo Diocesano di Firenze - Pinacoteca di arte Contemporanea regione Toscana

ATTIVITA’ RECENTE

2004: Personale presso il Museo Diocesano di Firenze, Personale presso palazzo Panciatichi, Personale nell'ambito del Premio Italia per le Arti Visive presso Villa Magnaguti di Città di Goito (mn), Concorso internazionale "Firenze": Primo Premio Fiorino d'Oro, Fiera Immagina (rg)

2005: Personale presso Galleria Gadarte

2006: Personale presso Galleria Art-Time Lignano Sabbiadoro, Biennale di Arte Sacra (pt), Palagio di Parte Guelfa "Verso un nuovo esistenzialismo, Milano Studio Sassetti Cultura "Arcipelago", Personale presso Palazzo ex Borsa (fe)

2007: Personale presso Castello Estense (fe), Personale presso Grand Hotel Westing Florence e presso la GAlleria Spazio Art-Art (fi), esposizione presso Palazzo Cesi "Coelum" (tn), esposizione presso palazzo Ratto-Picasso (ge), esposizione presso Panzano in Chianti

 


 

ELISA MAZZA

 

Silenzio e colore

SILENZIO E COLORE

Acrilico su tavola

Mi soledad

MI SOLEDAD

Acrilico su tavola

Petali

PETALI

Acrilico su tavola

 

NOTE E BIOGRAFIA

Elisa Mazza è nata a Milano. Vive e lavora a Carrara(Ms) dal 1970. Negli anni ’90 ha lavorato come curatrice alla rubrica settimanale d’Arte per il quotidiano “ Le Città”. Ha preso parte, sempre in questi anni, all’Estemporanea di Pittura organizzata a Fontia, aggiudicandosi il secondo posto. Dal 1989 al 1990 ha partecipato al Simposio di Seravezza. Dal 1993 al 1998 ha insegnato corsi di tecnica di acquerello, decorazione su legno e restauro per il laboratorio: “L’Arte e il Decoro” di Milano.

1998 ha partecipato ad una collettiva a Levanto ospite dello studio del pittore/scultore, Renzo Bighetti.

1999 ha preso parte al progetto innovativo di illustrazione-grafica della “Tau Creatività” che organizza un laboratorio a Fosdinovo.

2000: Collaborazione con la Kartos, di Montecatini  

2002: Collaborazione con Auguri Preziosi, a Sommacampagna.  

2003: Collaborazione Ditta Ado e C., a Verona. Agosto prende parte alla collettiva RUGARTE, a Marina di Carrara. Settembre partecipa al Concorso Illustrissimi, Comune di Riccione. Ottobre Castello di San Terenzo, collettiva a titolo: Frankenstein è vivo.  

2004: giugno, partecipazione Concorso per Illustratori, Scarpetta d’oro, Stra partecipazione Concorso per Illustratori, “ Sulle ali delle farfalle”,Bordano settembre, partecipazione Concorso “Cenerentola non abita più qui” DonnaSì. ottobre, partecipazione Concorso” Letto di Giulietta”, Bussolengo(VR) novembre, partecipazione Mostra degli Illustratori, Bologna Fiera del Libro 2005 partecipazione “ Le illustrazioni nuove dell’Imperatore”, Bologna Fiera del Libro. Dal 2004 è la Guida alla Creatività di Supereva

2006 Collettiva, via internet, "Con l'America Latina nel cuore" in collaborazione con la convocazione internazionale della manifestazione Arte y Dignidad Corsico (Mi) Sala La Pianta. Prende parte alla Mostra: collettiva di Arte Postale dal titolo: Lavoro, fatica, creatività Cascina Grande, via Togliatti, Rozzano (Milano). Il mondo delle donne, personale antologica. Ristorante Il Delfino, Ronchi (MS). Personale  a Forte dei Marmi (LU), AlmaRosa Art Music and Bar, Viale  Morin 89° 

2007 Personale Villaggio La Francesca, Bonassola(SP) dal 7 al 11 aprile 2007. Personale  AlmaRosa Art Music and Bar, Forte dei Marmi dal 15 aprile al 15 maggio 2007. Moltitudine X-Collettiva Convento di Santa Croce S. Anatolia di Narco(Perugia) 28 aprile 27 maggio 2007. I Colori della Vita-Colletiva-Spazio Espositivo della R.S.A. San Giorgio di Milano  in Via Quadrio, 14 Milano 10 maggio -  10 giugno 2007. Personale Agraba, Marina di Massa dal 16 maggio al 30 giugno 2007. Luglio  Collettiva Crocevia, Auditorium Convento  di Santa Croce Sant'Anatolia di Narco (PG). Agosto Personale a Sarzana(Sp) Bar Massimo, p.zza Calandrini

Segnalata nella sezione MERITEVOLI  Concorso MUNI-X-WEBART COMUNE DI ROMA NAMIR. Rassegna dell'acqua Progetto Volo Mail Art e installazioni, Video arte e Performances Campagna (SA) Italy. Invisibile Silenzio Mostra Collettiva 1 settembre fino al 14 settembre  Ars Habitat Genova. ARTeNIM 2007 Francia per la Galeria De Arte GAUDI Madrid dal 21 al 24 settembre. Feria Internacional de Rotterdam, febbraio 2008 per la Galeria De Arte GAUDI Madrid.

 


 

MAURO MENCUCCI

 

Rostau

ROSTAU

Tecnica mista su tela

Lento, emergendo

LENTO, EMERGENDO

Tecnica mista su tela

visione sciamanica

VISIONE SCIAMANICA

Tecnica mista su tela

 

NOTE E BIOGRAFIA

Sono nato a Roma il 13 giugno 1957, a Casal Bertone, in un palazzo dei ferrovieri. Il quartiere ai tempi della mia infanzia, era dimenticato ed escluso dalla coscienza urbana, distanziato dal cimitero monumentale di Verano e, proseguendo nei suoi confini, dall'Acqua Bulicante con la stazione ferroviaria Prenestina, i magazzini della Rinascente (ormai soppiantati da un noto ipermercato) delimitati dalla cintura ferroviaria. Casal Bertone era topograficamente isolato, al punto da farmi accostare il quartiere al surreale cinematografico di Bunñel. Ricordo di aver visto in qualche occasione attraversare la piazza principale da greggi di pecore con pastore e cane al seguito, come a seguire caparbiamente un tratturo remoto inutilmente seppellito sotto l'asfalto. Se non fosse stato per le palline di escrementi lasciati dalle pecore, si poteva persino dubitare di quello evento. Più spesso passava un vecchio su un carretto malandato trainato indolentemente da un ronzino. Poi, anch'egli si dileguava come un sogno illogico. Dalla mia camera potevo vedere Piazza S. Maria Consolatrice e il fianco della chiesa che dominava imponente e grigia. Avevo 13 o 14 anni quando, dalle persiane socchiuse, ricordo che scrutavo il passare della mia amata. Ricordo il sapore delle lacrime insieme alla penombra e all'odore del legno delle persiane. Ricordo il dolore che solo l'amore e l'adolescenza sanno produrre con tanta spietatezza... un'età che lascio volentieri nello scrigno dei ricordi. Mi rifugiavo sovente nelle poesie, procurandomi altro male,  perché per scriverle mi alimentavo continuamente di quello spasimo corrosivo che avevo dentro. Ora mi limito a farmi aggredire dal tempo, mentre il mio spirito immutato ancora si meraviglia di tutto, persino del mio lento divenire. Sono sopravvissuto ai cedimenti delle mie coronarie, risolti grazie alla chirurgia poco invasiva come l'angioplastica. La prima volta nel gennaio del 2001 e la successiva, nell'ottobre del 2005. Da allora, e per ben due volte, mi sono reputato  fortunato  o quanto meno sfuggito alla fine inesorabile che la natura mi aveva riservato, ma che la chirurgia ha tempestivamente evitato. Il tempo che mi resta lo vivo come un dono prezioso elargito che spero di meritare. Dal 1980 non vivo più a Roma. Per tre anni ho vissuto a Bologna e poi mi sono trasferito ad Arezzo, dove tuttora risiedo. Ogni volta che torno nei luoghi dove ho vissuto, che sia Roma o Bologna, mi sento sempre più estraneo. Di immutato resta una sensazione trasmessa dalle architetture, forse dai colori o dagli odori, qualcosa comunque di immateriale, a parte il palazzo dei ferrovieri, a Roma, dove sono nato. L'appartamento era dei miei nonni materni, ormai venduto e strappato ai miei ricordi, ma il palazzo resta intatto, come spesso lo vedo e lo visito nei miei sogni.  Continuo a scrivere poesie, con minore frequenza rispetto alla mia infanzia, ma con lo stesso pathos che la mia eterna, curiosa ingenuità ancora scopre e indaga dolorosamente. Sicuramente amena, se non terapeutica, e a volte meravigliosamente esaltante è la pittura che da diversi anni pratico per puro diletto. Spero che tra quelle poche persone che osservano i miei lavori ci sia almeno una a cui riesca a trasmettere la stessa intensità del vivere. In ogni caso, grazie.

Ha esposto

Nel 1992 ha pubblicato "Solo Qualche Poesia" edita da Alberti & C. Editori    nella Collana di Poesia "Andromeda – 3".

Nel 1994, a Talla, località del Casentino, con Roberto Naccari. Nello stesso anno nel Comune di Castiglion Fiorentino una personale di pittura e poesia intitolata "Le Pietre".

Nel 1998, in occasione del festival provinciale dell’Unità, in Arezzo,  ha partecipato alla collettiva curata da Igino Materazzi e allestita a Villa Severi.

Nel 2000 un’altra personale è stata allestita nello studio di Francesco Caporali, noto pittore aretino.

Nel dicembre 2001 ha partecipato ad una collettiva organizzata dal CRAL Banca Toscana, allestita nella Limonaia di Villa Strozzi, a Firenze.

Tra aprile e maggio 2003 ha partecipato alla 7^ edizione della mostra collettiva curata dal CRAL Banca Toscana, sempre nella Limonaia di Villa Strozzi, a Firenze. -  Dal 9 al 24 agosto 2003 ha partecipato alla collettiva "par condicio" nel palazzo Vagnotti di Cortona. - Curata dalla Galleria Pugliese Arte di Firenze, ha allestito una mostra personale dal 2 al 22 novembre presso la galleria stessa in Via L. Landucci, 19r e, contemporaneamente, un'altra mostra personale presso i locali del centro fitness della Olympus Club, in via di Ripoli, 88 dal titolo "fitness e arte".

Dal 9 al 27 agosto 2006 ha partecipato alla collettiva "La Forma e l'Informe" presso il palazzo Vagnotti di Cortona (AR). - Dal 9 al 16 settembre è stato selezionato e premiato (3° classificato) per la mostra collettiva "Gust'Arte" presso l'hotel Domus Romana, a Roma, in Via delle quattro Fontane. - Dal 19 al 28 settembre 2006 ha partecipato alla mostra collettiva "NATURALMENTENATURAL" organizzata dalla galleria d'arte moderna "Primo Piano Livingallery" di Lecce. - dal 9 al 13 novembre 2006 ha partecipato alla 17a Mostra Mercato d'Arte Moderna e Contemporanea "Arte Padova 2006" - dal 19 novembre al 7 dicembre 2006 ha partecipato alla mostra collettiva "IDENTITA' E STORIA" organizzata dalla galleria d'arte moderna "Primo Piano Livingallery" di Lecce.

Dal 18 al 27 giugno 2007 ha esposto nella collettiva " I HAVE A DREAM..." organizzata dalla TRIBE ART presso la libreria Cavallotto di Catania - dal 22 settembre al 24 ottobre 2007 ha partecipalo alla collettiva "GUSTARTE" in associazione con lo Slow Food all'Exedra A Boscolo Luxury Hotel di Roma - dal 13 al 31 ottobre 2007 ha partecipato alla collettiva "UNCOMFORTABLE LANDSCAPES" organizzata dalla galleria d'arte moderna "Primo Piano Livingallery" di Lecce.- Ha inoltre conseguito buoni risultati in diversi premi letterari, quali 1° classificato al Concorso "Arti Varie" di Roma nella sezione Poesia; 3° classificato al Concorso Letterario "Il Grillo" di Firenze nella sezione Narrativa; 4° classificato al Premio Letterario Nazionale di Narrativa per Ragazzi "C’era una volta…"  

 


 

MARIA LUISA MIGLIORE

 

Uomini blu

FARFALLE ROSSO-BLU

Olio su tela

Ellissi

ELLISSI

Acrilico su tela

Fiore di Pale

FIORE DI PALA

Legno

 

NOTE E BIOGRAFIA

Mi chiamo Maria Luisa Migliore,sono una scenografa di professione,(ho lavorato al Teatro Massimo V.Bellini e al Teatro Stabile di Catania,al Teatro Massimo di Palermo e al Teatro Regio di Parma) e un’”artista per hobby”,realizzo quadri,lampade,oggetti vari utilizzando spesso materiali riciclati.

I MIEI QUADRI:Due sono le tipologie e le iconografie che uso:una emozionale e una intimista,la prima(acrilico su tela) si fonda sui colori,le forme ,e i vari materiali che applico sulla tela:sabbia dell’Etna,segatura,carta,rete di cotone,juta,sassi,foglia oro e tutto quello che in quel momento mi sembra stia al posto giusto.Con la seconda,più classica (olio su tela),esprimo i sentimenti e i rapporti umani come li vivo nella mia anima!I miei “UOMINI FARFALLA”…..

LE MIE LAMPADE: Cerco di riutilizzare e variare quello che la natura crea e l’uomo distrugge e getta!Anche un pezzo di legno,dei vetri rotti,delle conchiglie possono diventare lampade da ammirare e usare!

 


 

FRANCESCO MINNITI

 

In fiore

IN FIORE

Tecnica mista

Gelosia

GELOSIA

Tecnica mista

Turbine

TURBINE

Tecnica mista

 

NOTE E BIOGRAFIA

 

è nato a Gissi (Chieti), vive e lavora a Chieti (residence "Elodea" viale Abruzzo, 221 - 66013 Chieti Scalo), ha conseguito il diploma di Maestro d'Arte, il Diploma di Perfezionamento in Ceramica Artistica e il Diploma di Maturità d'Arte Applicata presso l'Istituto Statale d'Arte di Chieti. Espone per la prima volta alla Triennale di Milano. Successivamente espone a Firenze, alla Rassegna Scultori del legno, mentre una sua opera è in esposizione permanente presso l'Istituto Statale d'Arte di Chieti. Artista rispettoso dei canoni della forma e poeta idilliaco della bellezza, Francesco Minniti propone rarefatte e delicate atmosfere pittoriche con cui coglie del paesaggio le variegate impressioni della sua terra, lavorata o incolta, con i "giovani" alberi fioriti dal tronco sottile e svettanti su dolci declivi collinari, col sole splendente nel cielo sereno o coperto nel grigio sfumato delle bianche nevicate. Per Minniti cogliere la realtà non significa "copiarla" ma interpretarla visualizzando dei particolari aspetti, peculiari ed inusitati, non facilmente identificabili, mediante un proprio modulo espressivo che si differenzia nel tratto segnino, nella stesura tonale del colore, nelle intime atmosfere del paesaggio. Egli contrappone al decadentismo dei valori che affligge la contemporaneità, l'etica della civiltà contadina di ieri e dell'ordinamento urbano modellato a misura d'uomo. Nelle sue opere, il taglio della luce, le angolazioni prospettiche, la poetica del colore, sono alla base della sua esperienza d'artista. Un'esperienza che gli permette di cogliere e verificare l'intima essenza dell'armonico percorso creativo. La consapevole e meticolosa preparazione, è in Minniti la condizione essenziale che contribuisce ad arricchire sempre più la sua evoluzione creativa che oggi può essere in grado di tracciare una nuova tendenza della moderna figurazione. Mario Meozzi

 


 

MARCO MINTO

 

Senza titolo

SENZA TITOLO

Olio su tela

Senza titolo

SENZA TITOLO

Olio su tela

Senza titolo

SENZA TITOLO

Tecnica mista

 

NOTE E BIOGRAFIA

Esercitando un forte controllo su una manualità certamente esuberante, Marco Minto comunica la visione di una accattivante e dinamica modalità espressiva, che si presenta come un paesaggio irriconoscibile ripreso dall'alto, seguendo la motivazione di scrittura che mira alla luce, all'ombra, al contrappunto, e che produce linee di confine tra una partitura e l'altra del quadro. I suoi sono lavori che si legano alle vicende dell'arte contemporanea, le cui problematiche e modalità tecniche si radicano in una rivoluzione che parte dal secondo dopoguerra, con la cancellazione della figura non più rappresentabile, dopo il lungo sonno della ragione che aveva connotato le vicende storiche appena trascorse. Nelle opere di Minto il confine tra la realtà e la forma negata è labile e messo persino in discussione, come se il problema della riconoscibilità sussistesse comunque come memoria frammentata. Il suo cromatismo appartiene a un lirismo informale di grande suggestione, che rivela una cauta sottrazione del reale allo spazio della tela, una sorta di sospensione dell'immagine fra le maglie allusive della trama coloristica. In questo intreccio spaziale di eventi tangibili egli è quanto mai incalzante, poiché conduce l'osservatore al reperimento delle visioni che consegnano all'impressione ottica un percorso mentale ancora in parte riconoscibile. Ogni lavoro di questo artista si manifesta come atto poetico di comunicazione, dove la misura della sua registrazione del reale esorbita lo spazio materiale della tela e quello psicologico della comprensione immediata, lasciando aperte molteplici possibilità interpretative. In questa nostra contemporanietà dove prevale in arte una concettualità che rifugge dal soggettivismo, Marco Minto persiste in una scelta ancora legata alla partecipazione emotiva, preferendo proiettarsi nei colori di una naturalità ancora possibile. Andrea Dipré

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Ultimo aggiornamento: 25-02-10
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